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La possibile reintroduzione del reato di plagio: un allarme per i diritti umani

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Tra settembre e ottobre 2025, la II Commissione Giustizia del Senato ha avviato — quasi sotto silenzio mediatico — le audizioni per valutare la reintroduzione nel codice penale del reato di plagio, ora chiamato “manipolazione psicologica e mentale”. I Disegni di Legge n. 1496 e n. 1515 mettono nel mirino chiunque eserciti un presunto controllo “mentale” o “emotivo”, ma le maglie delle nuove norme sono talmente larghe che rischiano di stritolare la libertà.

Chiunque si ricordi la storia italiana sa che il reato di plagio, abolito nel 1981, portò alla celebre vicenda giudiziaria di Aldo Braibanti: condannato per “plagio” negli anni ’60, in realtà vittima di un clima moralistico e repressivo che criminalizzava la differenza — filosofica, sessuale, esistenziale.

Diritti fondamentali in discussione

Le proposte di legge, dicono i tecnici, sono scritte con formulazioni troppo vaghe — “manipolazione mentale”, “alterazione della realtà”, “soggiogare la volontà” — che mancano di fondamento scientifico e rischiano di spostare l’asse del giudizio dalla prova oggettiva al sospetto arbitrario. Sotto la lente, però, non c’è solo il diritto penale: c’è la tenuta stessa di alcuni pilastri dello Stato di diritto italiano e internazionale.

Articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR, 1948):

“Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo […].”

Articolo 19 UDHR:

“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione…”

Questi diritti — il pensiero, la coscienza, la fede, l’opinione, l’espressione libera — sono riconosciuti anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana (art. 21), dall’International Covenant on Civil and Political Rights (articoli 18 e 19, ICCPR) e, più recentemente, dalla stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che impone leggi chiare e tassative proprio per mettere al riparo le minoranze, il dissenso, i “diversi” dal rischio di persecuzione giudiziaria.

Perché si rischia di tornare a quarant’anni fa?

Nel 1981, la Corte Costituzionale italiana dichiarò illegittimo il vecchio art. 603 (“plagio”): troppo generico, soggettivo, e incompatibile sia con la Costituzione sia con i trattati sui diritti umani. Il processo Braibanti rimane l’esempio più celebre di come una norma vaga possa diventare strumento di repressione ideologica o sociale.

Oggi, con le nuove definizioni di “manipolazione mentale”, il rischio è identico: gruppi religiosi non ortodossi, movimenti culturali, filosofi, attivisti politici o perfino rapporti di mentoring e amicizia intensa potrebbero finire sotto accusa semplicemente per aver inciso — con parole, passione, carisma — sulla sfera emotiva o decisionale di qualcuno. Nessuno sa chi sarà il prossimo “plagiatore”.

Quali rischi per la libertà degli italiani (e non solo)?

  • Il principio di tassatività del diritto penale rischia di saltare: nessun cittadino può sapere davvero prima se un suo comportamento sarà considerato lecito o reato.
  • La libertà di coscienza, di pensiero e autodeterminazione viene messa in discussione: la storia insegna che spesso sono le minoranze, i nuovi pensieri, le scelte “di rottura” a essere punite in nome di un ordine pubblico o morale solo apparente.
  • Il rischio di processi penali contro filosofi, esponenti spirituali, movimenti politici, docenti carismatici è tangibile: il confine tra persuasione lecita e manipolazione penalmente rilevante resta affidato all’interpretazione del singolo giudice.
  • Le stesse raccomandazioni internazionali richiamano giudizi chiari sulla illegittimità di leggi “elastiche” o “a maglie larghe”, vero tallone d’Achille della democrazia nelle società aperte.


Religioni e movimenti nel mirino

Il nuovo reato rischia di essere un boomerang soprattutto per le minoranze religiose e i gruppi spirituali non conformisti, già nel passato vittime di procedimenti giudiziari strumentali. Ma a ben vedere, la questione coinvolge anche gli attivisti sociali, le start-up nei settori del benessere, i formatori o “motivation coach”: in una società connessa, le “reti di influenza psicologica” sono ovunque.

Soluzioni: la forza della divulgazione e del tam tam civico

Che fare? Non esiste risposta magica, ma c’è la forza della parola. Citare, condividere, discutere il tema anche in chat, associazioni, canali civici e digitali. Scrivere contenuti chiari riportando gli articoli-guida e le sentenze (come la n. 96/1981 della Corte Costituzionale). Chiedere, senza paura, che i rappresentanti — ora, non dopo — pretendano trasparenza, chiarezza, adesione rigorosa ai principi di legalità.

Mai come oggi la democrazia non può permettersi la superficialità. La pluralità delle voci è lo scudo migliore contro la deriva di norme vaghe e potenzialmente dannose. E, perché no, ogni tanto vale la pena ricordare che «ogni volta che si cerca di tutelare qualcuno, bisogna fare attenzione a non togliere qualcosa a tutti».

Glossario

  • Plagio: Antico reato penale italiano, abrogato dalla Corte Costituzionale nel 1981, che puniva chi riduceva una persona “in stato totale di soggezione”.
  • Manipolazione mentale: Condotta proposta nei DDL 1496 e 1515 che altererebbe la volontà e la percezione della realtà di un soggetto, con tecniche psicologiche, sociali o emotive.
  • DDL (Disegno di Legge): Proposta di nuova legge presentata in Parlamento per discussione e approvazione.
  • II Commissione Giustizia:
  • Commissione parlamentare del Senato incaricata di esaminare questioni legate a materie penali, civili, ordinamento giudiziario.
  • Articolo 18 UDHR:
  • Principio internazionale che garantisce la libertà di pensiero, coscienza e religione.
  • Articolo 19 UDHR: Principio internazionale che tutela la libertà di opinione e di espressione.
  • ICCPR (International Covenant on Civil and Political Rights): Patto internazionale sui diritti civili e politici che ribadisce i principi della Dichiarazione Universale.
  • Principio di tassatività: Principio secondo cui le leggi penali devono essere chiare, precise e non lasciate all’arbitrio del giudice.
  • Corte Costituzionale: Organo giurisdizionale italiano che garantisce il rispetto della Costituzione e la legittimità delle leggi.
  • Aldo Braibanti: Poeta e intellettuale italiano, vittima di una condanna per plagio negli anni ’60 in un celebre processo, oggi simbolo dei rischi legati a norme penali vaghe.
  • Minoranza religiosa/culturale: Gruppo che professa una fede, filosofia o identità diversa dalla maggioranza, spesso a rischio di repressione quando le leggi non rispettano pluralismo e autodeterminazione.

OHCHR — International Covenant on Civil and Political Rights, Article 18/19 (1966). https://www.ohchr.org/en/instruments-mechanisms/in... (consultato 3 novembre 2025).

Senato Italiano — Disegno di legge S. 1515 su manipolazione emotiva e psicologica (12 giugno 2025). https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di... (consultato 3 novembre 2025).

Senato Italiano — Disegno di legge S. 1496 su manipolazione mentale (24 giugno 2025). https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloS... (consultato 3 novembre 2025).

Corte Costituzionale — Sentenza n. 96/1981: incostituzionalità del reato di plagio. https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPro... (consultato 3 novembre 2025).

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