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Strage di Crans-Montana: la Lombardia in prima linea. Dal ponte aereo per i feriti al lutto per le vittime italiane

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È una macchina complessa quella che si è messa in moto nel pomeriggio di Capodanno, poche ore dopo l’esplosione che ha sconvolto Crans-Montana. La Regione Lombardia ha reagito immediatamente attivando il piano per le maxi emergenze, trasformando l’Ospedale Niguarda di Milano nell’avamposto italiano per il soccorso ai giovani feriti in territorio elvetico. Non si è trattato solo di "disponibilità", ma di un’operazione logistica e sanitaria che, nell’arco di 72 ore, ha visto elicotteri sfidare il meteo avverso e squadre di specialisti attraversare il confine per valutare chi fosse in condizioni di tornare a casa.

I primi a toccare il suolo milanese, nella serata del 1° gennaio, sono stati tre ragazzi: una giovane di 29 anni e due sedicenni. Le condizioni apparse subito critiche — ustioni tra il 30 e il 40% del corpo — hanno imposto l'immediato ricovero in terapia intensiva. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso, arrivato subito in ospedale, è stato chiaro fin dai primi istanti: il Centro Grandi Ustionati era pronto con 18 posti letto, offrendo supporto non solo agli italiani ma a chiunque ne avesse bisogno, in stretta collaborazione con la Farnesina.

Ma mentre a Milano si allestivano le sale operatorie, un’altra partita si giocava negli ospedali svizzeri di Sion, Berna e Zurigo. Nella notte tra il primo e il 2 gennaio, su richiesta del Governo e della Protezione Civile, la Lombardia ha inviato oltre confine il burn assessment team: una squadra di specialisti del Niguarda incaricata di entrare nelle rianimazioni elvetiche, studiare le cartelle cliniche e decidere, caso per caso, chi fosse trasportabile. Una scelta medica delicata, dove la voglia di riportare i ragazzi in Italia ha dovuto fare i conti con la stabilità clinica dei pazienti più gravi.

Il mattino del 2 gennaio, il quadro operativo è stato tracciato con precisione durante il punto stampa a Niguarda. Alberto Zoli, direttore generale dell’ASST, ha confermato l’ampliamento della capacità ricettiva a 16 posti letto attivi, inclusi quelli per la ventilazione assistita. La risposta del personale è stata massiccia: per gestire l’arrivo dei primi tre feriti sono stati mobilitati oltre 25 sanitari tra rianimatori, chirurghi plastici e personale del trauma team. Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza, ha descritto il funzionamento della shock room: un passaggio cruciale dove, con le TAC adiacenti, si escludono traumi interni prima di affidare i pazienti alle cure degli specialisti della pelle.

Il lavoro in sala operatoria è iniziato quasi subito. Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, che dirige il Centro Ustioni, ha spiegato che il paziente con le ustioni più estese è stato operato già la mattina del 2 gennaio per la rimozione del tessuto necrotico, passaggio fondamentale per scongiurare infezioni. Nel pomeriggio è toccato alla ragazza, che presentava lesioni importanti a una mano. "Intervenire precocemente è fondamentale", ha ribadito il primario, confermando che le sale operatorie sarebbero rimaste attive anche durante il fine settimana.

Non c’è stata solo la cura del corpo. Consapevole dell’impatto devastante della tragedia sulle famiglie, la Protezione Civile lombarda ha attivato la colonna mobile inviando a Crans-Montana un team di supporto psicologico. Le dottoresse Daniela Brivio, Daniela Longoni, Anna Rosa Moro e Caterina Montalbano — dell’associazione SIPEM SoS Lombardia OdV — hanno raggiunto gli ospedali e i punti di raccolta in Svizzera. Il loro compito, come spiegato dalla presidente Brivio, è stato quello di offrire "ascolto e contenimento del trauma" ai genitori in attesa di notizie, un aspetto spesso invisibile ma cruciale nella gestione delle grandi emergenze.

Nel pomeriggio del 2 gennaio, anche il governatore Attilio Fontana ha voluto incontrare il personale medico. "La risposta che la sanità lombarda sta fornendo è di altissimo livello", ha commentato il presidente, sottolineando anche il ringraziamento ricevuto dalle autorità svizzere per il supporto concreto. Un supporto che ha dovuto fare i conti con il meteo: le condizioni atmosferiche hanno complicato i trasferimenti aerei, rendendo ogni volo una missione ad alto coefficiente di difficoltà.

La mattina del 3 gennaio ha portato un nuovo aggiornamento. Bertolaso ha annunciato l’arrivo di una paziente da Losanna, le cui condizioni hanno permesso il trasporto in elicottero grazie a una finestra meteo favorevole e al supporto di un mezzo della Val d’Aosta. Per altri tre connazionali, invece, il rientro è stato posticipato: troppo rischioso muoverli in quel momento. "Non siamo noi a decidere, ma la clinica", ha ribadito l’assessore, confermando che la sicurezza dei ragazzi resta l’unica priorità.

Il bilancio di questi primi tre giorni intensi è nei numeri e nelle persone. Sono state oltre 40 le ore di volo effettuate dagli elicotteri di AREU e dei partner regionali, spesso in condizioni limite. "Un gioco di squadra italiano del quale siamo orgogliosi", ha concluso Bertolaso nel suo ultimo punto stampa, ringraziando non solo le istituzioni e i sanitari, ma anche i cittadini che sui social hanno fatto sentire la loro vicinanza.

Aggiornamento del 4 Gennaio: 4 vittime e nuovi ricoveri

Il quarto giorno dall'esplosione segna purtroppo il passaggio dalla speranza al lutto per diverse famiglie. Il bilancio ufficiale per i nostri connazionali si è aggravato nelle ultime ore: sono quattro le vittime italiane accertate, mentre due ragazzi risultano ancora dispersi. Tra le vite spezzate c'è quella di Chiara Costanzo, identificata formalmente nella mattinata. Complessivamente, la strage ha causato 24 morti e decine di feriti, un numero che continua a scuotere l'opinione pubblica internazionale.

Sul fronte sanitario, l'impegno del Niguarda è diventato ancora più massiccio. Grazie al lavoro incessante del ponte aereo e alla stabilizzazione dei pazienti in Svizzera, sono ora nove i feriti ricoverati nel reparto grandi ustionati milanese. I medici stanno gestendo quadri clinici complessi, tra ustioni estese e intossicazioni profonde, in una lotta che durerà settimane.

Mentre si cura, si cerca anche la verità. La Procura svizzera ha aperto un fascicolo che punta il dito sui materiali di costruzione del locale: sotto accusa c'è la schiuma insonorizzante, sospettata di aver agito come un accelerante per le fiamme e di aver sprigionato fumi letali in pochi secondi. Un dettaglio tecnico che potrebbe spiegare l'altissimo numero di vittime in un lasso di tempo così breve.

Il dolore della comunità ha trovato spazio nella cattedrale di Sion, dove il Vescovo ha celebrato una messa in memoria dei ragazzi scomparsi. Durante la funzione è arrivato anche il conforto di Papa Leone XIV: il Pontefice ha fatto sapere di "unirsi al dolore" delle famiglie, inviando un messaggio di vicinanza spirituale in un momento di buio profondo per l'Italia e la Svizzera.

Informazioni operative e sanitarie (Aggiornate al 04/01)

L’operazione, scattata il 1° gennaio 2026, ha visto il coordinamento tra Regione Lombardia, AREU, Ministero degli Affari Esteri e Protezione Civile. Il fulcro sanitario resta l’Ospedale Niguarda di Milano, che al 4 gennaio ha in carico 9 pazienti trasferiti dalla Svizzera grazie ai 16 posti letto di terapia intensiva attivati per l'emergenza.

Il bilancio delle vittime italiane è salito a 4 accertate, con 2 dispersi e 14 feriti totali. Le indagini della magistratura elvetica si concentrano sulla sicurezza del locale e sulla composizione della schiuma insonorizzante. Il supporto psicologico alle famiglie continua a essere garantito dalle squadre SIPEM della Colonna Mobile Regionale.

Il Quadro degli Eventi: Dalla Strage ai Soccorsi (31 Dic - 4 Gen)

Data / FaseEvento ChiaveDettagli Operativi e SviluppiBilancio / Numeri
Notte 31 Dic - 1 GenL'EsplosioneUn'esplosione, seguita da incendio, devasta un locale a Crans-Montana durante la festa di Capodanno. Si sospetta che la schiuma insonorizzante abbia accelerato le fiamme.Caos iniziale. Prime stime di decine di vittime e feriti.
1 Gennaio (Pomeriggio)Attivazione SoccorsiRegione Lombardia attiva il piano Maxi Emergenze. Bertolaso e Fontana offrono disponibilità immediata alla Svizzera.Allertato Ospedale Niguarda (18 posti letto pronti).
1 Gennaio (Sera)Il Primo Ponte AereoArrivano a Milano i primi elicotteri. Ricoverati una donna (29 anni) e due ragazzi (16 anni) in codice rosso.3 ricoverati al Niguarda con ustioni 30-40%.
Notte 1 - 2 GennaioMissione SpecialisticaParte per la Svizzera il Burn Assessment Team del Niguarda. Obiettivo: triage negli ospedali elvetici (Sion, Berna, Zurigo) per valutare i "trasportabili".Valutazione clinica in corso sui pazienti intrasportabili.
2 GennaioChirurgia e SupportoA Niguarda iniziano gli interventi di rimozione tessuti necrotici. La Protezione Civile invia psicologhe SIPEM a Crans-Montana per le famiglie.Oltre 25 sanitari impegnati solo per i primi arrivi.
3 GennaioLa sfida logisticaIl maltempo ostacola i voli. Si riesce a trasferire una paziente da Losanna (elicottero Val d'Aosta). Altri rimangono in Svizzera per instabilità.40+ ore di volo totali effettuate da AREU.
4 GennaioIl Lutto e la VeritàSi aggrava il bilancio. Identificata la 4ª vittima italiana (Chiara Costanzo). Indagini svizzere puntano sui materiali edili del locale. Messaggio del Papa.4 vittime IT, 2 dispersi, 9 ricoverati tot. al Niguarda. 40 morti totali.

Glossario

  • Shock Room: area del Pronto Soccorso ad alta tecnologia dove vengono stabilizzati i pazienti critici appena arrivati, prima del ricovero in reparto.
  • Tessuto necrotico: tessuto morto a causa dell'ustione che deve essere rimosso chirurgicamente per evitare infezioni gravi.
  • Schiuma insonorizzante: materiale per l'acustica sotto inchiesta; se non ignifugo, può generare fumi tossici e propagare le fiamme rapidamente.

LNews — CRANS MONTANA, REGIONE LOMBARDIA: PIENA DISPONIBILITÀ (01/01/2026).

LNews — CRANS MONTANA, ASSESSORE BERTOLASO A NIGUARDA (01/01/2026).

LNews — CRANS-MONTANA, BERTOLASO A NIGUARDA: TRASFERIMENTI (02/01/2026).

LNews — CRANS-MONTANA, SANITARI NIGUARDA: INTERVENTI (02/01/2026).

LNews — MONTANA, PUNTO STAMPA ASSESSORE BERTOLASO (03/01/2026).

RaiNews — CRANS MONTANA, 4 VITTIME E 2 DISPERSI (04/01/2026).

LNews — BOLLETTINO NIGUARDA: 9 RICOVERATI (04/01/2026).

Agenzie — INCHIESTA SVIZZERA: SCHIUMA SOTTO ACCUSA (04/01/2026).

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