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Giubileo Giovani 2025: Qualquadra Non Cosa!

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Dopo l’uscita martellante degli articoli sul “Vaticangate” dei pasti del Giubileo, situazione che io ribattezzerei “Pellegrinopoli”, ho deciso di scavare a fondo, perché - diciamolo - qualquadra non cosa.

E sì, perché già tra dicembre 2024 e l’inizio del 2025, la Diocesi di Roma si era affrettata ad assegnare appalti a imprenditori e “localari” noti, per garantire 1.200.000 pasti per il Giubileo dei Giovani.

Una fornitura promessa, sbandierata, ma poi misteriosamente... svanita nel nulla tra marzo e aprile.

E ora che siamo a giugno?

I conti non tornano.

1.200.000 pasti per 400.000 pellegrini = 9.600.000 euro!

Sì, ma dove sono finiti?

Spariti?

Come il pane.

Come l’acqua.

E come certe risposte...

Mai date!

Molti nel web tranquillizzano: “Ci sono già progetti stabili per i pasti del Giubileo 2025…

Ed è vero: tra questi c’è il progetto “Gli Amici del Pellegrino”, promosso dal Dicastero per l’Evangelizzazione con Confcommercio Roma e Welfare Pellegrini.

Una rete di ristoranti, bar, mercati e gelaterie dove - con buoni digitali - i pellegrini potranno mangiare a prezzo calmierato.

Bene, bravi, bis.

Ma… attenzione: il Dicastero non è il Vicariato.

Facciamo chiarezza ecclesiale:

La Curia Romana è il "governo centrale" della Chiesa Cattolica, che aiuta il Papa a guidare la Chiesa nel mondo.

Il Vicariato di Roma, invece, è il “municipio ecclesiastico” della diocesi di Roma.

Il Papa è vescovo della città, ma delega la gestione al Cardinale Vicario, attualmente Baldassare Reina.

La Diocesi è la “circoscrizione ecclesiastica” su cui si esercita questa cura pastorale.

Il punto è: il progetto “Amici del Pellegrino” è del Dicastero, non del Vicariato.

E, soprattutto, non ha nulla a che fare con l’http://www.w3.org/1999/xhtml">Ufficio per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma, diretto da Don Alfredo Tedesco, che invece ha gestito (male?) tutta l’organizzazione dei pasti e della logistica del Giubileo dei Giovani 2025.

E qui il nodo si stringe.

Perché non si può, nel modo più assoluto, affidare milioni di euro a un "imprenditore"(?) noto più per i privé che per i pasti caldi, solo perché vicino a nobili ambienti umbro-romani.

E non si può pretendere che nessuno se ne accorga...

Soprattutto se il sito ufficiale del Giubileo dei Giovani è un gioiello di precisione, zeppo di moduli e PDF, e recita con solennità:

“Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, senza saperlo, hanno ospitato angeli” (Ebrei 13,2).

Ma i pellegrini-angeli, oggi, rischiano di non ospitare nemmeno un panino.

L’iscrizione al Giubileo si fa tramite il sito CEI (Conferenza Episcopale Italiana), mentre la logistica è competenza del Dicastero.

Quindi… chi ha passato i numeri?

Sono stati forse sovrastimati i pellegrini da parte del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile CEI?

Qualcuno ha sbagliato i conti, qualcun altro li ha firmati e adesso… nessuno paga.

Intanto, nei volantini ufficiali della Diocesi si legge chiaramente:

"Il vitto è garantito solo ai volontari, non ai pellegrini."

(Scaricabile da qui: programma Giubileo Giovani)

E per i pellegrini, solo buoni pasto digitali (grazie a Welfare Pellegrini) da spendere nelle attività convenzionate.

E allora?

Quando le cose sono fatte bene, funzionano bene.

Ma nel nostro caso, come diceva il buon Einstein:

"La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché!”

Eppure, qualcuno dovrebbe saperlo.

Perché se i contratti ci sono, qualcuno li ha firmati.

Se i soldi sono partiti, qualcuno li ha incassati.

E se ora nessuno paga, allora qualcuno deve rispondere.

E dopo il pasto, l’amaro!

Alla fine, questo Giubileo dei Giovani rischia di diventare il primo evento religioso a digiuno, dove i volontari mangiano e i pellegrini… digiunano …non per fede.

Un Giubileo da ricordare: non per i miracoli, ma per le commissioni impagate?

E allora, non ci resta che aggiornarci alla prossima stazione spirituale…

Magari con meno liturgia, e più logistica.

Perché l’unico pane quotidiano che i pellegrini sembrano ricevere, per ora, è quello metaforico.

E si sa: di metafore non si campa…


Andava detto e l’ho scritto.

fidi@s1970 - Member 20643 * GNS Press Association

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