Primo processo Usa a Microsoft: La società respinge accuse monopolio- 

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MINNEAPOLIS, Usa - Microsoft, a giudizio davanti ad un tribunale del Minnesota, ha negato di aver mai imposto un sovrapprezzo ai clienti per il software, respingendo le accuse nel suo primo processo in cui è chiamata rispondere dell’accusa di aver abusato della propria posizione di monopolio nel settore dei sistemi operativi per alzare i prezzi.

In ballo ci sono danni materiali che potrebbero arrivare a 425 milioni di dollari se la giuria troverà Microsoft, prima azienda al mondo del software, colpevole di aver abusato della sua posizione dominante nei software per pc per ottenere profitti gonfiati.

Quello di Minneapolis è il primo di una serie di processi analoghi per Microsoft, che dallo scorso anno è stata chiamata in giudizio in nove stati oltre al Distretto di Columbia, che in totale, se fosse riconosciuta colpevole, le costerebbero sanzioni per oltre un miliardo e mezzo di dollari.

Microsoft: incontro Monti-Ballmer, dialogo in corso- 
BRUXELLES (Reuters) - Il commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti, ha incontrato oggi l’ad di Microsoft Steve Ballmer , in un tentativo finale di risolvere il cruciale caso di antitrust, a soli otto giorni dalla decisione di Bruxelles contro il gigante del software.

"Sì, c’è stato un incontro oggi. Ci sono trattative in corso. Questo è tutto ciò che dirò", ha detto ai giornalisti dopo il meeting la portavoce di Monti, Amelia Torres.

Il portavoce di Microsoft Tom Brookes ha ribadito che il dialogo continua.

All’incontro era presente anche il legale di Microsoft Brad Smith.

La Commissione ritiene che Microsoft abbia violato le regole della concorrenza abusando della posizione dominante di Windows nel mercato dei sistemi operativi e legando Windows Media Player al sistema operativo.

Ieri gli stati membri hanno appoggiato all’unanimità l’azione della Commissione e la decisione dell’esecutivo Ue è attesa per il 24 marzo.

Se Ballmer e Smith riusciranno a convincere Monti a risolvere il caso, non ci sarà alcuna decisione legale contro la società Usa.

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