Roma: Autorità nazionali e comunitarie si stanno occupando dei costi della telefonia mobile. Tutto ruota attorno al concetto di tariffe di terminazione, quella parte di costo che l’operatore di chi chiama paga all’operatore di chi riceve la telefonata. Costi che poi vengono ribaltati sul prezzo delle telefonate che paga l’utente. Per il Commissario europeo Viviane Reding, intervistata da Altroconsumo, sono insufficienti le riduzioni previste dall’Agcom.
Vi anticipiamo l’intervista, che leggerete sul numero di settembre di Hi_Test, il bimestrale di Altroconsumo dedicato alle nuove tecnologie.
1) Altroconsumo " La Commissione europea prevede di tagliare le tariffe di terminazione mobile in misura sostanziale, allineandole ai costi che devono sostenere effettivamente gli operatori e nulla più. Quale riduzione dei prezzi al dettaglio dovrebbero aspettarsi i consumatori?
Commissaria europea per le telecomunicazioni Viviane Reding: Il principio dell’orientamento ai costi è molto importante per regolare efficacemente il mercato, nell’interesse di una corretta concorrenza e con beneficio dei consumatori. L’orientamento ai costi è pertanto un requisito generale nella normativa europea sulle telecomunicazioni. Tuttavia, da anni, le Autorità di regolazione nazionali in molti Stati membri sono state molto generose nel regolamentare le tariffe di terminazione mobile, accettando in sostanza valori più elevati per le terminazioni mobili che per quelle fisse. Questo poteva essere giustificato dieci anni fa, quando le reti mobili erano piuttosto nuove e avevano bisogno di un certo supporto regolamentare. Oggi, invece, quello delle comunicazioni mobili è un mercato ormai maturo. E’ venuto quindi il momento di porre fine alla sovvenzione indiretta delle reti mobili, che in fin fine sono pagate dagli utenti della telefonia fissa. Secondo alcune stime industriali, gli utenti della telefonia fissa pagano in Europa 10 miliardi di euro all’anno per finanziare le tariffe di terminazione mobile, che sono in media ancora 10 volte più elevate delle tariffe di terminazione fissa. Ecco perché la Commissione europea ha preso l’iniziativa di ridurre le tariffe di terminazione mobile: voglio vedere una riduzione del 70 per cento per la fine di 2011. Ciò significherà che i consumatori in Europa risparmieranno sostanzialmente su tutte le chiamate alle reti mobili. In più, i consumatori trarranno giovamento dallo sviluppo e l’ammodernamento delle reti fisse e a banda larga, poichè l’investimento in queste diventerà più interessante, nel momento in cui il privilegio artificiale delle reti mobili comincerà a scomparire.
2) Altroconsumo - In quali termini aumenterà la concorrenza dopo la riduzione delle tariffe di terminazione mobile?
Commissaria europea per le telecomunicazioni Viviane Reding: In due modi. In primo luogo, una riduzione delle tariffe di terminazione mobile eliminerà le distorsioni della concorrenza tra gli operatori mobili e fissi. In una situazione nella quale i mercati della telefonia mobile sono maturi (mentre nuovi investimenti sono necessari per sviluppare le reti fisse verso la larga banda ad alta velocità ) è illogico che alcune Autorità nazionali, tramite le loro decisioni regolamentari, sovvenzionino di fatto le reti mobili a scapito degli operatori fissi. Secondariamente, l’iniziativa della Commissione sulle tariffe di terminazione mobile rimuoverà le distorsioni di concorrenza tra gli operatori di diversi Stati membri dell’Unione europea. Anche se il costo reale di collegamento della chiamata mobile è essenzialmente lo stesso in tutta Europa grazie alla tecnologia Gsm, le tariffe di terminazione mobile variano enormemente tra i diversi Paesi. Ciò significa che in alcuni Paesi, gli operatori mobili ottengono una più elevata sovvenzione dalle tariffe di terminazione che in altri. Questo non sarebbe un problema se ogni Paese fosse una fortezza economica e se gli operatori mobili offrissero i loro servizi soltanto in un Paese. Tuttavia, è vero l’esatto contrario nel settore mobile in Europa, dove gli operatori mobili stanno sempre più offrendo servizi in Paesi differenti o fanno parte di alleanze che travalicano i confini statali. Nell’ambito di questa concorrenza cross-border, diviene una questione seria se in un Paese gli operatori ottengono dalla loro Autorità di regolazione nazionale tariffe di terminazione mobile più generose che in altri. Perchè, per esempio, le aziende in Bulgaria (dove le tariffe di terminazione mobile sono in media pari a 18 centesimi di euro al minuto) dovrebbero guadagnare più delle aziende in Italia (dove le tariffe di terminazione mobile sono in media pari a 10,3 centesimi di euro al minuto) per fornire esattamente lo stesso servizio? Ecco perché l’Europa deve intervenire per portare maggiore coerenza al modo in cui le tariffe di terminazione mobile sono regolate nel singolo mercato delle telecomunicazioni che si sta sviluppando.
3) Altroconsumo - Può confermare che la Raccomandazione nel suo testo definitivo sarà approvata entro ottobre di questo anno?
Commissaria europea per le telecomunicazioni Viviane Reding: È mia ferma intenzione pubblicare il testo finale della Raccomandazione sulle tariffe di terminazione nell’autunno di questo anno. Un giorno prima o dopo non fa la differenza, il contenuto legale e la metodologia scelti devono essere molto autorevoli per condurre a una riduzione costante e decisiva delle tariffe di terminazione mobile per la fine del 2011. A questo scopo, la Commissione ha consultato tutte le Autorità di regolazione nazionali e al momento sta consultando il pubblico, quindi dando sia all’industria sia ai consumatori la possibilità di fornirci il loro punto di vista. Il documento pubblico di consultazione della Commissione si trova a questo indirizzo.
4) Altroconsumo - In Italia l’Autorità di regolazione (AGCOM) aveva già posto in consultazione una bozza di delibera sulla riduzione delle tariffe di terminazione, ma il percorso di riduzione in tre anni risulta molto meno efficace di quanto indicato ora nella bozza di Raccomandazione della Commissione europea. Ritiene che l’Autorità italiana modificherà le sue proposte prendendo in doverosa considerazione la volontà della Commissione?
Commissaria europea per le telecomunicazioni Viviane Reding: Sono molto delusa per l’approccio mantenuto finora dall’Autorità di regolazione italiana AGCOM sulle tariffe di terminazione. L’AGCOM presiedeva lo European Regulators Group (l’organo che raggruppa le 27 Autorità nazionali di regolazione nel settore delle telecomunicazioni) durante il 2007 ed era quindi bene informata di che cosa la Commissione intendesse fare. Ora stanno tentando di giocare d’anticipo mettendo in campo una riduzione meno ambiziosa rispetto alle indicazioni della Commissione, per proteggere gli interessi dei loro operatori mobili. Questo a detrimento della concorrenza in Europa, ma in primo luogo contro gli interessi dei consumatori italiani. Esiste nel Trattato CE un principio importante che si applica a tutte le Istituzioni europee e a tutte le Autorità nazionali: il dovere di cooperazione leale. Sono sempre pronta a cooperare lealmente con le Autorità nazionali, ma mi aspetto che loro facciano lo stesso, specialmente, quando hanno una diretta e chiara conoscenza dei piani della Commissione. Mi aspetto, pertanto, che l’AGCOM modifichi il suo approccio, portando il proprio piano di riduzione in linea con le metodologie relative alla quantificazione dei costi e i tempi raccomandate dalla Commissione ai sensi dell’articolo 19 della direttiva quadro Ue.
5) Altroconsumo - Non si aspetta che la forte lobby degli operatori mobili di telecomunicazioni possa essere in grado di arrestare in qualche modo la sua proposta?
Commissaria europea per le telecomunicazioni Viviane Reding: C’è sempre attività di lobby su tutte le proposte politiche, sia a livello nazionale sia a livello europeo, e in particolar modo gli operatori di telefonia mobile sanno essere molto energici in questo. Finora, tale pressione non ha mai cambiato le mie politiche. Considerate ad esempio quanto è appena accaduto con il Regolamento sul roaming che ha comportato in soli 10 mesi una riduzione dei prezzi al consumo del 60%. Tuttavia, desidererei che a volte l’industria della telefonia mobile investisse un po’ meno in lobbying ed un po’ più in modelli di business innovativi. Questa sarebbe una buona notizia per la concorrenza e i consumatori in Europa.
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