Quando la crisi entra nei bilanci. E come deve uscirne

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Milano:La stesura dei bilanci, quest'anno, sarà un atto tutt'altro che rituale. La tempesta perfetta provocata dal crollo dei prezzi degli asset finanziari e dalla recente introduzione di regole contabili internazionali che costringono a contabilizzarli a prezzo di mercato rischia di causare drammatiche svalutazioni, aprendo pericolose voragini nei conti delle imprese.


Si parlerà del tema domani, alle 9,15, nell’Aula Magna della Bocconi in via Gobbi 5, nel corso dell’incontro l’impairment test nell’attuale crisi finanziaria e dell’economia reale, nel corso del quale sarà presentato l’omonimo libro di Luigi Guatri e Mauro Bini.


l’impairment test nell’attuale crisi finanziaria e dei mercati reali (Egea, 2009, 260 pagine, 35 euro) è il titolo con cui Luigi Guatri e Mauro Bini presentano il loro lavoro sulla "riduzione di valori" di beni intangibili, avviamenti, partecipazioni, attività finanziarie in bilancio in un momento eccezionale come quello che sta attraversando tutta l’economia.


In tempi normali il test (ovvero la procedura di analisi ed eventuale svalutazione in bilancio) riguarda il goodwill e i beni intangibili a vita indefinita, ma in condizioni come le attuali nasce una diffusa "presunzione di impairment" che si estende ad attività finanziarie (cosiddette disponibili per la vendita) e alle partecipazioni di rilievo. Se si accettassero pedissequamente le attuali, depresse valutazioni di mercato (la grande parte delle società quotate a Piazza Affari registra un valore di borsa inferiore al patrimonio contabile netto; e un terzo inferiore anche al capitale netto meno gli avviamenti contabilizzati) si rischierebbe di introdurre nel sistema una volatilità artificiale, che non trova riscontro nei valori "fondamentali".


Se, d'altra parte, il test sarà condotto in modo più o meno "finto" e le imprese manterranno in bilancio attivi sopravvalutati, "i tempi di uscita dalla crisi saranno inevitabilmente più lunghi", scrivono Guatri e Bini, "le esigenze di ricapitalizzazione non emergeranno con immediatezza e si procrastineranno nel tempo, con gli inevitabili effetti di distruggere ulteriormente valore per gli azionisti, di rendere opaca l’informazione contabile, di perpetuare la crisi di fiducia nei bilanci".


La contabilità imposta dai principi internazionali IAS/IFRS si basa sul concetto di fair value, che "è una configurazione di prezzo e non di valore, contrariamente a quanto l’infelice denominazione (...) lascerebbe presumere. (...) La rappresentazione contabile fondata sul fair value fornisce una rappresentazione particolare delle attività di bilancio che coincide con il controvalore realizzabile in ipotesi di immediata cessione delle attività stesse sul mercato e non è mai una misurazione del valore intrinseco delle attività". In un momento, però, in cui i mercati finanziari, attraverso i prezzi, non esprimono più segnali ragionevoli di valori, è lecito cercare una mediazione tra i prezzi di mercato e i valori economici. Anche perché, per effetto della relazione tra i risultati contabili degli intermediari e i loro comportamenti, "la volatilità artificiale indotta dall&rs! quo;applicazione del fair value accounting in un contesto di crisi di mercati finanziari può assumere tali dimensioni da causare instabilità del sistema finanziario e creditizio".


La soluzione suggerita da Guatri e Bini è all’insegna del massimo rigore metodologico: "Qualità e trasparenza degli impairment test sono veri antidoti alla crisi globale".


Nella situazione attuale l’impairment test diventa una sorta di due diligence della reale competitività aziendale, che prende il via dalla risposta a due serie di domande: La quotazione di borsa del titolo azionario è da giudicare sottovalutata? e se sì, per quali ragioni? Sarà in grado la società di recuperare il valore contabile delle proprie attività nette entro un orizzonte ragionevole? e se sì, in quale modo?


Gli autori accompagnano, quindi, il lettore professionale dal punto di vista operativo lungo un rigoroso percorso, che conduce alla formalizzazione della valutazione in tempo di crisi.



25/02/2009 dalle 09:15 alle 13:00


Finanza aziendale e valore di Impresa,Imprese e Mercati


l’impairment test nell’attuale fase di crisi finanziaria e reale


Aula Magna via Gobbi 5


Partecipazione gratuita


La crisi finanziaria e reale che ha colpito le economie mondiali


nel corso del 2008 reca con sé alcuni effetti indiretti,


particolarmente temuti e oramai alle porte.


Fra questi spiccano le conseguenze contabili della crisi


in capo alle società che adottano i principi contabili


a fair value in sede di bilancio annuale, con al centro


il problema dellimpairment.


Qualità e trasparenza degli impairment test sono gli unici


e veri antidoti alla sfida globale.


Programma


Il significato dell’impairment test in fasi di crisi


Luigi Guatri - Università Bocconi


Plus e minus del fair value accounting alla luce della recente esperienza


Intervento video di Stephen Penman - Columbia University


Impairment test: il punto di vista della Consob


Angelo Apponi - Consob


Impairment e avviamento: l’applicazione 1 dellOIC


Angelo Casò - OIC


Impairment test: quale disclosure di bilancio?


Mario Boella - Assirevi


Impairment test: come fare?


Mauro Bini - Università Bocconi


Il punto di vista delle società di revisione e degli organi di controllo


Luigi Martino - Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano


Franco Riccomagno - Deloitte


Simone Scettri - Ernst & Young


Giovanni Andrea Toselli - PricewaterhouseCoopers


Orazio Vagnozzi - KPMG


Modera


Mauro Meazza - Il Sole 24 ore


Nell’occasione verrà presentato il libro


l’impairment test nellattuale crisi finanziaria


e dei mercati reali di Luigi Guatri e Mauro Bini,


edito da Egea


Organizzato da:


Università Bocconi in collaborazione con Egea


Per informazioni:


Ufficio Manifestazioni, Cerimoniale e Rapporti Istituzionali


Tel. 02 5836.3023/3033 E-mail eventi@unibocconi.it


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