Comunicatori vicini agli umori degli italiani

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Milano: Il 22 marzo 2011 era il 90% dei soci e amici dellOsservatorio Giornalistico Mediawatch intervistati a dichiararsi sfavorevole allutilizzo dellenergia nucleare in Italia, quasi tre mesi dopo, i risultati referendari (94.75% degli italiani votanti sfavorevole) hanno dimostrato che "la lobby della comunicazione ha il polso preciso e puntuale dei bisogni e volontà del Paese. – spiega CarloVittorio Giovannelli, presidente di Mediawatch - Il sondaggio, anche protagonista di uninterrogazione parlamentare da parte dellOn. Renato Cambursano presso la Camera dei Deputati il 23 marzo 2011, ha preannunciato quelli che sono gli umori dei cittadini italiani e la loro volontà di energie alternative. Tenendo conto che ogni 10% viene perso un punto percentuale, se avessero votato il 100% degli aventi diritto al voto, il dato finale sarebbe stato 90% come da nostro sondaggio.”

"La presenza di molti operatori della comunicazione e giornalisti tra i nostri soci – continua Giovannelli – permette ai nostri sondaggi, effettuati allinterno dellassociazione, di essere particolarmente esaustivi sulle idee e i bisogni degli Italiani. Come osservatorio siamo sempre a disposizione come supporto per linformazione e per la politica sia a livello locale sia a livello nazionale.”

LOsservatorio Giornalistico Mediawatch, definito "la lobby della comunicazione” da Panorama Economy il 10 maggio 2011, è unassociazione senza fini di lucro che pone leticità nel mondo della comunicazione e del giornalismo e lavvicinamento di questi ultimi al cittadino come obiettivo principe del suo operato. Lassociazione, con sede a Milano, è attiva da 20 anni nel mondo dellinformazione.

Seguono il comunicato del sondaggio Mediawatch del 22 marzo 2011 e alcune agenzie uscite lo stesso giorno.

ITALIANI: L89% PREFERIREBBE INVESTIRE IN ENERGIE RINNOVABILI CHE NEL NUCLEARE
Milano 22 marzo 2011. Quasi il 90% degli italiani preferirebbe investire nelle energie rinnovabili che nel nucleare, sono inoltre il 17% gli italiani che a seguito del disastro in Giappone hanno cambiato idea sulla sicurezza del nucleare. Questi alcuni dei risultati di un sondaggio effettuato a marzo 2011 dallOsservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.030 italiani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Da questo sondaggio risulta inoltre che il 68% degli intervistati è contrario allutilizzo del nucleare in Italia. Di seguito tutti i risultati del sondaggio:

E a favore del nucleare in Italia?

No 68% Sì 32%

Gli ultimi fatti in Giappone le hanno fatto cambiare idea sulla sicurezza del nucleare?

No 83% Sì 17%

Secondo lei è possibile risolvere le necessità energetiche italiane senza lutilizzo del nucleare?

No 34% Sì 66%

Lei sarebbe favorevole a investire i soldi che il governo metterà a disposizione per il nucleare a favore di fonti energetiche alternative?

No 11% Sì 89%

E daccordo sul lodo Romani, che toglie i contribuiti alle energie alternative anche retroattivamente?

No 83% Sì 17%

"Recenti ricerche di esperti – spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione-media – dicono che se investissimo gli stessi soldi di una centrale nucleare in energie rinnovabili, nellarco di tempo necessario per costruire la centrale, avremmo lequivalente in energia di sei centrali nucleari. Inoltre una stima ipotizza che se si utilizzasse ¼ della superficie del deserto del Sahara in pannelli fotovoltaici si ricaverebbe lenergia necessaria per tutto il mondo (ovviamente rimarrebbe il problema del trasporto della stessa). Questi dati dovrebbero far riflettere sulla situazione nel Belpaese. Perché non pensare al fatto che potrebbe bastare ricoprire lintera rete ferroviaria italiana di pannelli fotovoltaici per ottenere lenergia necessaria per tutto il Paese? In questo modo si avrebbero i pannelli e si ovvierebbe agli inestetismi paesaggistici. Vorrei inoltre rispondere a quanti affermano che senza il terremoto ed il conseguente tsunami non sarebbe successo nulla alle centrali giapponesi, che, se non ci fossero state le centrali non sarebbe comunque successo nulla, tsunami o meno.”

NUCLEARE: SONDAGGIO, DOPO GIAPPONE 17% CAMBIATO IDEA

OSS.GIORNALISTICO; 90% ITALIANI PREFERIREBBE ENERGIE ALTERNATIVE
(ANSA) - MILANO, 22 MAR - Quasi il 90% degli italiani investire nelle energie rinnovabili che nel nucleare, sono inoltre il 17% coloro che a seguito del disastro in Giappone hanno cambiato idea sulla sicurezza del nucleare.

Questi alcuni dei risultati di un sondaggio effettuato a marzo 2011 dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.030 italiani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Da questo sondaggio risulta inoltre che il 68% degli intervistati è contrario all’utilizzo del nucleare in Italia. (ANSA).

NUCLEARE: SONDAGGIO, 89% ITALIANI PREFERISCE ENERGIE RINNOVABILI
Efficienza Energetica artedì 22 marzo 2011 15.42
(AGI) - Milano, 22 mar. - Meglio le energie rinnovabili del nucleare. E’ la posizione di quasi il 90% degli italiani che protendono nettamente per le risorse alternative, fino a sconfinare nel 68% dei casi in una dichiarata contrarietà al nucleare. E’ quanto messo in luce da un sondaggio effettuato a marzo 2011 dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.030 italiani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Secondo l’analisi, inoltre, il 17% degli italiani avrebbe cambiato idea sulla sicurezza del nucleare a seguito del disastro in Giappone. Nel dettaglio, il parere dell’66% degli italiani e’ che sia possibile risolvere le necessità energetiche italiane senza l’utilizzo del nucleare; l’89% del campione si dichiara favorevole ad un investimento governativo nelle fonti energetiche alternative e l’83% manifesta contarietà al lodo Romani che, invece, toglie i contribuiti alle energie alternative anche retroattivamente. “Recenti ricerche di esperti - ha spiegato Carlo Vittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione-media - dicono che se investissimo gli stessi soldi di una centrale nucleare in energie rinnovabili, nell’arco di tempo necessario per costruire la centrale, avremmo l’equivalente in energia di sei centrali nucleari. Questi dati dovrebbero far riflettere sulla situazione nel Belpaese. Perche’ non pensare al fatto che potrebbe bastare ricoprire l’intera rete ferroviaria italiana di pannelli fotovoltaici per ottenere l’energia necessaria per tutto il Paese? In questo modo si avrebbero i pannelli e si ovvierebbe agli inestetismi paesaggistici. Vorrei inoltre rispondere a quanti affermano che senza il terremoto ed il conseguente tsunami non sarebbe successo nulla alle centrali giapponesi, che, se non ci fossero state le centrali, non sarebbe comunque successo nulla, tsunami o meno“. (AGI) Mi5/Car

Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Giornalistico Mediawatch

Quasi il 90% degli italiani preferirebbe investire nelle rinnovabili che nel nucleare

Roma, 22 mar. - (Adnkronos) - Quasi il 90% degli italiani preferirebbe investire nelle energie rinnovabili che nel nucleare, sono inoltre il 17% gli italiani che a seguito del disastro in Giappone hanno cambiato idea sulla sicurezza del nucleare. Questi alcuni dei risultati di un sondaggio effettuato a marzo 2011 dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.030 italiani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati. Da questo sondaggio risulta inoltre che il 68% degli intervistati è contrario all’utilizzo del nucleare in Italia.

’’Recenti ricerche di esperti - spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione-media - dicono che se investissimo gli stessi soldi di una centrale nucleare in energie rinnovabili, nell’arco di tempo necessario per costruire la centrale, avremmo l’equivalente in energia di sei centrali nucleari. Inoltre una stima ipotizza che se si utilizzasse ¼ della superficie del deserto del Sahara in pannelli fotovoltaici si ricaverebbe l’energia necessaria per tutto il mondo (ovviamente rimarrebbe il problema del trasporto della stessa)“.

Questi dati, prosegue, dovrebbero far riflettere sulla situazione nel Belpaese. Perché non pensare al fatto che potrebbe bastare ricoprire l’intera rete ferroviaria italiana di pannelli fotovoltaici per ottenere l’energia necessaria per tutto il Paese? In questo modo si avrebbero i pannelli e si ovvierebbe agli inestetismi paesaggistici. Vorrei inoltre rispondere a quanti affermano che senza il terremoto ed il conseguente tsunami non sarebbe successo nulla alle centrali giapponesi, che, se non ci fossero state le centrali non sarebbe comunque successo nulla, tsunami o meno.’’

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